Lucy Simonato - Piccole canzoni a ritroso nell'anima

Prefazione

"Piccole poesie a ritroso nell'anima" è un titolo delicato, intimista, quasi crepuscolare. Ma non bisogna farsi ingannare da questa apparente sobrietà. Nelle poesie vibra - pur nell'ambito di uno stile elegante e curato, rigoroso anzi - un'anima potente e ferina: una femminilità che fatica a vedersi costretta in una quotidianità troppo omologante; uno spirito di donna libero e audace che non accetta di essere docilmente rinchiuso: "Mi credevano gatta / di casa, / ma io son fuggita, / come aquila altera / ingabbiata / fra passeri cheti." E il lettore o la lettrice devono confrontarsi con quest'anima ribelle, quest'indole nomadica e "spettinata", bramosa di "felicità scarmigliate", che si muove tra "screziati tifoni" e "incandescenti perle rare", spesso ferita, tradita, abbandonata, che non accetta però la sconfitta o meglio che non si rassegna alla sconfitta, e che è sempre pronta a ricominciare, a farsi nuovamente incantare dal mondo e dalla vita, perché "La primavera / dell'anima / arriverà. / Lo so." Ed è proprio in questa caparbia resistenza a quel fardello di dolore che ogni vita porta con sé, che la poesia di Lucy Simonato gioca un ruolo fondamentale, perché diventa essa stessa un fascinoso amuleto, un ritmico, sferzante susseguirsi di guizzi e bagliori, di affondi e ritrosie che esorcizzano sofferenza e tristezza.
Se si trattasse, però, solo di poesia "terapeutica", rimarremmo nell'ambito di un autobiografismo eccessivo, colorato di adolescenza e di malinconia. Le liriche della raccolta mirano invece a istituire un'attento controllo sulle emozioni, a incanalarle, forgiarle, evocarle, pensarle; a mescolarle con immagini e suoni, a disciplinarle entro un ritmo duttile e vario, capace di subitanee accelerazioni e lente distensioni ("Solo attraverso / foreste coraggiosamente rigogliose e / fiumi, / fiumi limacciosi e ansimanti, / pioggia, monsoni e sudore"), di inarcature e sobrie, ponderate smorzature. L'accurata scelta della disposizione dei versi, il variare della loro lunghezza, il diverso spazio che occupano sulla pagina bianca - con cui apertamente dialogano - la diversa lunghezza delle poesie stesse e il loro diverso timbro, indicano una passione formale mai sopita, e una continua, incessante ricerca di disciplinare l'informe.
Nell'esistenza di Lucy Simonato un'esperienza fondamentale è costituita dal soggiorno californiano. A contatto con una natura smisurata e affascinante, di fronte all'oceano materno e accogliente, lungo il deserto silenzioso di Anza Borrego, tra eucalipti e scogli, lontana dal proprio paese d'origine, l'anima dell'autrice fiorisce e la sua poesia si distende in un canto limpido e alto. Sono poesie d'amore che evocano pienezza e nostalgia, speranzosa attesa e disillusa solitudine, ma anche testi nati dall'incontro con l'abbacinante splendore di una terra per lei esotica e "altra", così suggestiva e irreale nella sua "deliziosa bellezza", da "stregar di chimere/ la [sua] anima errante"; sono liriche dedicate alle afro-americane discendenti da schiave, a cui è offerto uno dei testi eticamente più intensi e in cui l'atrocità di quanto è successo si coglie nel dettato aspro dei versi e nel loro ritmo accelerato, nel succedersi incalzante degli aggettivi (Ma lei dir non sa come / legger vi possa scarti di scricchiolanti navi, / lamentose navi, di schiavi / ricolme, salpanti arroganti / verso un Nuovo Occidente). Proprio nelle poesie americane, anche attraverso la sfasatura indotta dalla traduzione in italiano, si coglie lo sforzo di concentrarsi ancor più sulla forma, mentre si moltiplicano le suggestioni extra-letterarie (Bruce Springsteen, Bruce BecVar, Everly Brothers, Suzanne Vega) e l'ambiente multiculturale della California - assieme al suo esotismo - sembra indurre una musicalità più stratificata e polifonica, forse più raffinata.
Ogni inizio conduce ad una fine ed ogni fine porta ad un nuovo inizio, come recita la bella citazione presa da Eliot, posta all'inizio del libro. Da Piccola canzone a ritroso nell'anima, che apre la raccolta con un prorompente canto di vita e poesia a Vagiti, che chiude la silloge con la sua altrettanto prepotente pre-verbalità, il circolo si chiude. Posso solo consigliare, a chi inizia la lettura, di avere la necessaria delicatezza, di "far piano - come chiede l'autrice - a sfogliarne il cuore."

Anna Maria Torriglia

Piccola canzone a ritroso nell'anima

Il primo coraggioso vagito
fu
insolitamente,
stranamente, senza che alcuno potesse,
o volesse!, fermarla,
prorompente
Poesia,
inarrestabile e incontestabile
Vita
che ruppe, fragorosa anima,
stretti argini
di carne e di sangue
urlando:
"Io sono!"

Fara, 11/07/2005

La gatta selvatica

Dedicata a tutti gli animali che l'essere umano ha cercato di dominare, addomesticare o ingabbiare; ma soprattutto dedicata a quelle donne che una certa variazione genetica di homo sapiens sta ancora cercando di dominare, addomesticare o ingabbiare...

Vanta,
la mia genealogia sulfurea,
silenti micioni
del tempo annidati
negli angoli.
Mi affidaron domati
giacigli;
sprecaron raggrinzite carezze
sepolte nel pelo per anni;
lisciarono attese
di passi felpati ed infine
mi diedero a regno
un giardino di
mosse fruscianti e avvolgenti.
Mi credevano gatta
di casa,
ma io son fuggita,
come aquila altera
ingabbiata
fra passeri cheti.
Irriverente destino
di gatta selvatica liscia
da sempre
il mio pelo;
soffianti e graffianti
titanici balzi mi sfogliano
il corpo flessuoso.
E negli occhi, oh negli occhi!
catturo di dea
la poesia e
con prolisse vibrisse orizzonto
le mie voglie festose,
nella notte
finalmente... indomabile.

Fara, 17/09/2004

La scogliera (reprise)

Dedicata a Jean Rhys donna che non riuscì mai a dimenticare i colori, i profumi e la vitalità della Repubblica Dominicana da cui dovette andarsene a sedici anni. Dedicata anche a Jean Rhys scrittrice per la quale il riconoscimento letterario arrivò soltanto con Wide Sargasso Sea (Il Grande Mare dei Sargassi) quando ormai aveva settantadue anni, cioè, come lei stessa disse, troppo tardi.

Dovessi concentrare
la nostalgia
in un respiro,
vorrei che fosse
nel vento cangiante
dell'oceano, greve
di finissime onde,
sogni sabbiosi e
sussurranti
sirene invaghite di
rocce e scogliere,
come rose svogliate su
steli spinosi...
nell'ora
che s'apre di luce ammaliando
ogni angolo sfuso
con strenui e ritrosi
incantesimi.

Fara, 17/03/1999

Il canto del gelsomino

E fu così
che nel mio scrigno ti chiusi
avviluppata fra i petali,
mia araba notte
sognante,
mia danza selvaggia
d'amore,
mia luna inzuppata
di mare,
mia gioia furtiva e
fugace,
mio rovente
miraggio crudele
in un cuore solcato e lasciato
al deserto.

Monastir (Tunisia), 29/04/1996

Il marchio di Caino

A Mario P. che ha percorso molta strada

Sei
fatto di spazi
e di vento,
d'aggrovigliate
gitane anime
e di sogni sconnessi.
Vieni
da un ardito gregge
lontano
e da solitudini
evanescenti,
da tempestosi
mari spumeggianti
di sinuose emozioni.
Sei, anche
tu,
come me.

Fara, 23/06/1995

La donna che corre coi lupi

Questa poesia è nata dopo la lettura di Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés, un saggio che analizza il mito della Donna Selvaggia. Dedicata agli uomini che sono sinceramente interessati a capire la loro donna e desiderano lavorare insieme per far funzionare la coppia.

Solo attraverso
foreste
coraggiosamente rigogliose e
fiumi,
fiumi limacciosi e ansimanti,
pioggia, monsoni e sudore,
al sangue mescolato
il sudore!,
l'antico viaggio
di un rapace uomo
arrendevole
i segreti di donna carpire potrà.
Tifone dopo
screziato tifone,
goccia dopo
smagliante goccia
nascita dopo
necessaria morte.

Da qualche parte del mondo, 27/05/1995

Sulla riva sta

Verso il prezioso
mare,
dalle nude
rocce,
aspramente
scorre impietosa la vita.
Sulla riva
sta
una viaggiatrice
distratta,
in svogliata attesa, chissà di
quale smerigliante piena
che travolga
solo lei,
ancora lei.
O almeno il mondo.

Zugliano, 15/03/1995

Alba nuova

Di confuse bombe
carico
basso
vola
il mio rombante cuore.
 
Non
manca molto
ad un roco futuro
di terra sfuggente
al suolo
spianata.

California dreamin'

L'ovvio riferimento è alla famosa canzone dei Mamas & Papas, ma è anche un tributo ad una terra di grandi contrasti e fascino che si può amare od odiare, ma non dimenticare

Con soffusi passi
della mente,
entro
nel dolce angolo ove
l'oceano cullante mi sfiora
e profumi di suoni
stordiscono
l'errante mia anima.
In questo luogo
segreto,
santuario silente
di un credo voluto e cercato,
solcato e sofferto!,
rinasco a impetuosa
speranza.

Un angolo della mente, 16/11/1993

Copertina libro Lucy Simonato

Lucy Simonato e Hot Stuff

Collana I gigli (poesia)
14x20,5 - pp. 96 - Euro 10,00
ISBN 88-6037-174-0

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